mercoledì 4 gennaio 2012

RICETTE - IL CACAO IN CUCINA

Omelette alle uova di quaglia con burro di cacao

Ingredienti per quattro persone: 20 uova quaglia ( 5 uova di quaglia corrispondono ad 1 uovo di gallina), 50 g burro cacao, sale e pepe qb , cacao amaro .

Tempo di esecuzione: 5 minuti per la preparazione, 8 minuti di cottura

Rompere le uova di quaglia e sbatterle con una frusta aggiungendo sale e pepe. Versare la miscela nella padella contenente il burro di cacao fuso e ben caldo lasciando rapprendere il composto e girare l’omelette portando a cottura. Servire decorando, a piacere, con una lieve spolverata di cacao amaro e con un’ insalatina di soncino come contorno.

sabato 9 aprile 2011

CIOCCOLATA FRESCA PER CONTRASTARE IL CALDO DI QUESTI GIORNI CON PANNA, MASCARPONE E CANNELLA








INGREDIENTI PER 4 PERSONE

  • 200 grammi di cioccolato fondente con tenore minimo di cacao 70%
  • 1 cucchiaio di zucchero grezzo di canna
  • 3 tazzine di caffè
  • 70 grammi di mascarpone
  • 30 ml di panna liquida
  • 1/2 cucchiaino di cannella in polvere

ADESSO ALL’OPERA!

  1. Prepara piccolissime scaglie di cioccolato.
  2. Prepara il caffè e versalo in un recipiente di medie dimensioni.
  3. Quando il caffè è ancora caldo aggiungi il cioccolato a pezzi e lascialo fondere ben bene, quindi mescola con una cucchiaino, quindi unisci poco a poco lo zucchero e la cannella.
  4. Suddividi il liquido ottenuto in 4 coppette.
  5. Sbatti il mascarpone con la panna in un piccolo recipiente.
  6. Prepara con due cucchiaini delle quenelle (soffici polpettine) di crema al mascarpone e mettile al centro di ogni porzione.
  7. Lascia riposare in frigorifero per almeno due ore, prima di servire cospargete ancora uno sottilissimo velo di cacao.
  8. Goditi il fresco e il sapore della tua creazione!

giovedì 4 novembre 2010

TIRAMISU’ ALLA NUTELLA SENZA UOVA

Se avete una voglia pazzesca di un buon tiramisù, ma non potete mangiare le uova perchè intolleranti, vi suggerisco la ricetta di questo tiramisù senza uova alla nutella. Si tratta di un dolce che si gusta freddo di frigorifero e che regala sensazioni paradisiache già al primo assaggio. Un mix di biscotti, mascarpone, nutella e nocciole: ingredienti che si fondono piacevolemente creando un dessert senza uova da leccarsi i baffi! Il tempo di preparazione è di circa 30 minuti e la difficoltà è media.
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Ingredienti:
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1 confezione pavesini
250 gr. mascarpone
500 gr. nutella
3 cucchiai zucchero
1 bicchiere grande latte
cacao amaro in polvere
1 manciata nocciole tritate finemente
100 gr. nocciole intere tostate
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Procedimento:
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1_Tritare le nocciole finissime, come fossero una farina. Metterle insieme al latte e allo zucchero in un tegame e riscaldare il tutto a fiamma bassa, finché non si sarà amalgamato bene (l'importante è ottenere un composto liquido non cremoso). Poi togliere il latte aromatizzato dal fuoco e lasciarlo raffreddare.
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2_ Quando si sarà raffreddato, usare questo latte per inzupparci i Pavesini. Unire la nutella con il mascarpone, mescolando bene (l'importante è mantenere la proporzione 2/3 nutella e 1/3 mascarpone, in modo che il sapore della nutella prevalga). Prendere una pirofila e fare uno strato con i Pavesini inzuppati leggermente nel latte. Ricoprire con uno strato di crema Nutella-mascarpone, poi spargere una manciata di nocciole (intere o spezzettate). Rifare un'altra serie di strati, seguendo l'ordine.
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3_Sopra l'ultimo strato di Pavesini, ricoprire con la crema, poi spolverizzare con del cacao amaro. Con una siringa normale (se si ha quella da pasticcere ok, altrimenti va bene anche la siringa normale senza ago), riempirla con la nutella e scrivere trasversalmente in corsivo tiramisù. Infine cospargere attorno alla scritta con le nocciole tritate e mettere due nocciole intere come puntini sopra le i della parola.
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TORTA CIOCCOLATO E PERE SENZA GLUTINE

Questa è la ricetta di una dolce torta di pere al cioccolato, con la versione per gli intolleranti al glutine. Di media difficoltà, la preparazione richiede circa 1.30 ora di tempo.
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Ingredienti:
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250 gr zucchero
3 uova
150 gr olio di semi
100 gr acqua naturale
250 gr farina senza glutine
1 bustina di lievito
150 gr cioccolato fondente
50 gr latte
pangrattato
2 pere (tagliate a fette)
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Procedimento:
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1_Preriscaldare il forno a 150° C. Montare bene le uova a neve, con lo sbattitore, aggiungere lo zucchero, l’olio, l’acqua, la farina, il lievito, il cioccolato fondente sciolto nel latte. Mescolare bene e mettere nella teglia abbastanza larga, rivestita da carta da forno e spolverizzata di pangrattato.
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2_Sopra disporre le fette di pere a proprio piacimento spolverizzando di zucchero.Cuocere in forno a 150° per circa 45 minuti. Servire calda o tiepida.
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MUFFIN DI CACHI AL CACAO, PER GLI INTOLLERANTI AL LATTOSIO

Questo angolo è su una bella ricetta autunnale: i muffin ai cachi…..con la nostra solita e squisita base di cacao. Decidiamo però di preparare il dolce sostituendo il latte con il latte di soia, ideale per gli intolleranti al lattosio. L’esecuzione è di media difficoltà e richiede circa 1 ora di tempo.
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Ingredienti:
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3 cachi
230 gr farina
20 gr cacao amaro
120 gr zucchero
175 ml latte di soia
80 gr olio di semi
2 uova
lievito
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Procedimento:
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1_Innanzitutto preriscaldare il forno a 170° C. Lavate i cachi, sbucciateli e tagliateli a pezzetti (eliminando i semi). Trasferiteli in una pentola e aggiungete 2 cucchiai di zucchero. Cuocete a fuoco medio per circa 15 minuti, fino a che non si saranno sfaldati. Passateli con il frullatore ad immersione.
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2_Se usate i cachi maturi dalla consistenza molle, potete evitare il passaggio della cottura e frullarli direttamente dopo averli sbucciati. Fate raffreddare. In una terrina lavorare le uova e lo zucchero rimanente. Aggiungere l’olio e il latte. Aggiungere i cachi.
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3_Aggiungere la farina, il cacao ed il lievito setacciati. Versate l’impasto nelle formine da muffin e cuocete in forno per circa 25 minuti. Servire tiepidi.

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mercoledì 3 novembre 2010

IL CIOCCOLATO D’ITALIA

Nocciole, castagne, mandorle e miele sono sempre stati parte integrante della cucina italiana. Non è quindi una grande sorpresa vedere che agli italiani piace il loro cioccolato dolce e alla nocciola. Amano anche il cioccolato di piccole dimensioni, semplice, spesso venduto in porzioni singole, pratiche per una dose veloce, nel caso in cui se ne dovesse avvertire l’esigenza.
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I cioccolatini napoletani, che assomigliano esattamente alle barrette di cioccolato in miniatura, con il loro singolo involucro sono conosciuti in tutta Europa. Gli italiani sono cioccolatieri creativi e sono bravissimi anche nella presentazione; la confezione italiana è sempre favolosa, sia che il design sia una decorazione tradizionale o una creazione minimalista degli anni 90.
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La Caffarel a Torino è uno dei cioccolatieri più antichi d’Italia. Avviata nel 1826, l’azienda acquistò la macchina per produrre cioccolato progettata da Bozzelli, ingegnere genovese, e divenne così il pioniere che spianò la strada all’industrializzazione. Nel 1865 la Caffarel sviluppò la confezione italiana preferita, il “gianduia”, un saporito rettangolo di impasto al cioccolato e nocciole, subito riconoscibile per la sua forma. Oggi la maggior parte dei cioccolatieri d’Italia produce la propria versione speciale di “gianduia” utilizzando ricette gelosamente conservate. Vi è una magnifica versione di misura gigante, il “gran gianduia” e una versione in miniatura, i “gianduiotti”.
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Una vecchia cultura di pasticceria è presente nel sud italiano e fu proprio qui, nel Salento –tacco d’Italia- che Maglio aprì la sua industria nel 1875. L’azienda passò da padre a figlio e ora è gestita dai fratelli. La gamma della Maglio si basa su cioccolatini fondenti bombati con ripieni ispiratori, inclusi i kumquat secchi, le pesche, le pere e le arance al liquore, i datteri e le prugne ripiene di marzapane e i fichi ricoperti di buccia di limone ripiene con una mandorla.
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Fondata nel 1796 la Majani a Bologna è uno dei cioccolatieri italiani più creativi. Le loro specialità sono le scorze, dei bastoncini di cioccolato deliziosamente fondente preparati con la stessa antica ricetta e il “Cremino Fiat”, lanciato nel 1911 come trovata pubblicitaria per festeggiare l’automobile Fiat Tipo 4. L’automobile è oramai fuori produzione ma il “Cremino Fiat” decisamente no. Questi favolosi cioccolatini in miniatura sono preparati con 4 tipi diversi di cioccolato a strati, simile ad una di quelle caramelle assortite alla liquirizia a strisce.
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La Perugina, con sede nella città medievale di Perugina, fu avviata nel 1907 da Francesco Buitoni, un discendente della famiglia che produce pasta. Dalle umili origini quando produceva mandorle zuccherate, la Perugina è oggi uno dei cioccolatieri italiani più grandi. Il marchio più famoso di tutta la gamma sono i Baci, lanciati nel 1922 e ancora molto venduti. Gli innamorati ancora si divertono a scoprire i messaggi romantici nascosti nell’involucro.
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La Peyrano, un esclusivo cioccolatiere di Torino, è quasi unica nel macinare i propri semi di cacao, molti pochi cioccolatieri lo fanno. I cioccolatini sono eccellenti, soprattutto il loro gianduia. La Peyrano vende anche il “Bicerin”, un impasto molto raro di cioccolato amaro, cacao, nocciole e miele, utilizzato per addolcire il caffè.
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LO SAPEVATE DEGLI INVOLUCRI E DELLE SCATOLINE PER IL CIOCCOLATO??

Gli involucri e le confezioni dicono molto sul tipo di cioccolatino che troveremo dentro. Come con l’etichetta su una bottiglia di vino o di olio extra-vergine di oliva, la dicitura su un involucro di cioccolatino può dare indizi importanti come la qualità del prodotto, quindi per un amante del cioccolato vale la pena avere confidenza con questa terminologia.
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Una certa confusione deriva dai termini inglesi “cacao liquor” e “cacao solids”. Liquor è il termine utilizzato negli USA mentre in Europa si preferisce il termine solids, ma entrambi si riferiscono alla stessa cosa: tutto il contenuto di cacao, incluso il burro. E’ in genere indicato con una percentuale del peso netto del prodotto finale. Il contenuto di cacao va dal 15%, che difficilmente rientra nella categoria del cioccolato, ad un incredibile 99% che è un’esperienza quasi immaginabile ma interessante. Sin dalla nascita dell’ Unione Europea, la legislazione sull’etichettatura degli alimenti è diventata molto più regolata e la classificazione del cioccolato è diventata un vero problema. Alcuni paesi produttori di cioccolato pensano che il prodotto della Gran Bretagna debba essere classificato come “vegolate” a causa dell’utilizzo di grasso vegetale e del basso contenuto di cacao. Per la gioia dei produttori inglesi, si tratta ancora oggi di una questione aperta.
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L’indicatore chiave di qualità è il contenuto di cacao- il totale combinato di cacao in polvere e burro di cacao. In alcuni casi, la couverture ad esempio, il contenuto di burro di cacao è specificato a parte. Nel caso del cioccolato fondente, un minimo del 50% di cacao totale è un indicatore di qualità. Il cioccolato al latte di qualità dovrebbe avere almeno il 30%. Poiché lo zucchero completa l’equilibrio degli ingredienti, un’alta percentuale di zucchero è un preavviso di un corrispondente contenuto basso di cacao. A differenza delle etichette dei vini, che indicano la varietà d’uva, la dicitura del cioccolato raramente fornisce informazioni sul tipo di seme di cacao utilizzato e non è obbligata a farlo. Un’eccezione è in Francia, dove le parole “fine cocoa” significano che sono state utilizzate varietà eccellenti di semi, come il crollo. I grassi animali o vegetali sono utilizzati come sostituti economici per una parte o la totalità del burro di cacao fino al 5%, senza indicarli sulla confezione.
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La lecitina, un emulsionante derivato dal tuorlo e i semi di soia, è utilizzata in tutti i tipi di cioccolato e all’1% o meno non è indicatore di qualità inferiore. Il suo ruolo consiste nello stabilizzare il cioccolato e assorbire l’eventuale umidità. Per quanto concerne gli aromatizzanti, cercate le parole “estratto di vaniglia puro”. Se è indicato “vanillina”, un sostituto sintetico, o semplicemente la parola “aromatizzanti”, è probabile che il cioccolato sia di qualità inferiore. Gli americani superano qualsiasi altro paese del mondo quando si tratta di fornire informazioni sugli ingredienti presenti nel cioccolato; gli involucri e le confezioni si leggono spesso come un libro. Ci sono specifiche molto precise per la qualità di cacao in polvere nei diversi tipi di cioccolato; tutti gli ingredienti aromatizzanti devono essere indicati; vi sono liste aggiuntive di zuccheri, come il destrosio e il glucosio, che hanno tutti i livelli massimi permessi e c’è sempre una tabella dettagliata con le informazioni nutrizionali.
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Lo stile della presentazione di una confezione di cioccolatini, la dice molto su chi potrebbe comprarla. I cioccolatieri sono stati fortemente consapevoli del valore del fascino da scaffale sin dall’inizio dell’industria. In Francia, le scatoline di cioccolato più squisitamente disegnate entrarono in voga intorno al 1780, comprendendo bellissimi quadri, targhette in rilievo e pietre semipreziose incise. Le scatole di cioccolatini inglesi non erano così ostentate; presentavano immagini sentimentali che erano molto di moda quando i cioccolatini in scatola arrivarono sul mercato.
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La prima fu prodotta nel 1868 dai Cadbury e rappresentava una ragazza che coccolava un gatto; la modella era la figlia di Richard Cadbury, Jessica. Parte dell’attrattiva erano anche le bellissime carte utilizzare per rivestire le scatole e i singoli strati di cioccolatini. Sebbene resistenti al grasso, i tipi di carta utilizzati hanno sempre avuto una qualità speciale. Potevano essere imbottite o incise con oro o argento o misteriosamente lucide, come la carta trasparente per ricalcare il croccante, con una rifinitura vorticosamente martellata. Un altro tripodi carta è conosciuto come patina trasparente. Ha una pellicola di cera ed è particolarmente lucente, dai colori scuri, che profuma quasi di cioccolato. Oggi, il design delle confezioni va da un estremo di stile ad un altro.
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Reminescenze dei favolosi anni 30 sono scatole rivestite con abbondante tessuto e ornate con nastri satinati e rose. Nella categoria kitsch, c’è una scatola a forma di pianoforte a coda bianco della Germania con i cioccolatini nascosti sotto il coperchio e dall’altra parte della gamma ci sono i cioccolatini di un designer minimalista moderno con cioccolatini sottili avvolti in una foglia d’oro.
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BRIOCHES AL CIOCCOLATO

La ricetta che vi presentiamo è dedicata ad una ricca e deliziosa colazione a base di brioches al cioccolato. Ideale anche come merenda. L’esecuzione è di media difficoltà e richiede circa 2 ore di preparazione (è già inclusa l’ora e mezza di riposo, tra una fase e l’altra).
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Ingredienti (per 12 pezzi):
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250 gr farina
30 ml zucchero raffinato
Sale
Lievito di birra
3 uova (sbattute) + 1 uovo sbattuto per la glassa
45 ml latte tiepido
115 gr burro ammorbidito
175 gr cioccolato (a pezzetti)
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Procedimento:
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1_Versare la farina e il sale in un’ampia ciotola e mescolare con lo zucchero e il lievito. Creare un buco all’interno dell’impasto e versarvi le uova e il latte. Sbattere bene le uova con il latte, incorporando progressivamente il composto attorno, fino ad ottenere un impasto soffice. Spostare su una superficie infarinata e impastare per 5 minuti fino a che non risulta elastico, aggiungendo farina se necessario.
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2_Aggiungere il burro all’impasto, poco alla volta, facendo assorbire bene. Quando il burro è unito all’impasto, avvolgere nella pellicola e far raffreddare per 1 ora. Ungere 12 stampi per brioches su una piastra di cottura. Dividere l’impasto in 12 palline, con un buco in centro. Porre un quadratino di cioccolato all’interno del buco e richiudere l’impasto, spennellando con un pò di uovo sbattuto, se necessario.
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3_Porre le palline negli stampi e lasciar riposare al caldo (coprire con uno strofinaccio) per 30 minuti circa. Intanto, preriscaldare il forno a 200° C. Quando le brioches saranno lievitate circa del doppio, spennellarle con l’uovo sbattuto e cuocerle in forno per 20 minuti, fino a doratura. Servire tiepide.
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Consiglio: le brioches si conservano bene congelate, per più di 1 mese. Scongelare a temperatura ambiente, quindi riscaldare in forno a temperatura bassa e servire tiepide, non bollenti. Per una ricca variante servire con cioccolato fuso a strisce sulla superficie.
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IL CIOCCOLATO SI CONSERVA COSI’…

L’umidità e il caldo sono i nemici più agguerriti del cioccolato, entrambi possono causare una patina in superficie. La patina causata dal calore è il risultato di cristalli di burro di cacao che salgono in superficie e si ricristallizzano.
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Il sapore rimane invariato ma l’aspetto è rovinato. La patina causata dall’umidità è più nociva. E’ il risultato dei cristalli di zucchero che salendo in superficie, si sciolgono a contatto con l’atmosfera umida e si ricristallizzano per formare una sgradevole patina grigia. Siccome la consistenza e il gusto del cioccolato si deteriorano, il cestino dell’immondizia è il miglior luogo da riservare al cioccolato affetto da questo fenomeno.
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La temperatura ideale di conservazione è 10-15° C, leggermente più caldo del frigorifero, e l’umidità dovrebbe essere del 60/70%. Il cioccolato assorbe facilmente gli odori circostanti e dovrebbe essere conservato in un contenitore ermetico.
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TECNICHE DI DEGUSTAZIONE

E’ meglio assaggiare il cioccolato a stomaco vuoto. Se il cioccolato è stato ben conservato, avrete bisogno di un’ora perché raggiunga la temperatura raccomandata di 19-25° C.
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"Cioccolato fondente" lasciate in bocca il cioccolato, senza masticarlo per alcuni momenti per assaporare i suoi sapori e aromi primari; masticate per 5/10 volte per rilasciare gli aromi secondari. Lasciate poi che tocchi il palato per assaporare tutti i sapori. Infine godetevi i sapori persistenti in bocca
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"Cioccolato ripieno" lasciate in bocca il cioccolato, senza masticarlo per alcuni momenti per assaporare i suoi sapori e aromi primari. Masticate per 3/5 volte per mescolare il cioccolato e ripieno.. Lasciate poi che si sciolga lentamente in bocca per assaporare tutti i sapori. Godetevi poi i sapori persistenti.
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COSA BERE CON IL CIOCCOLATO

In via generale, il cioccolato e il vino non si mescolano. L’intensità persistente del cioccolato compete con l’aroma del vino e l’amarezza del cioccolato può mascherare il tannino essenziale per il sapore del vino.
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Il vino bianco o lo champagne, bevuti con il cioccolato sono una combinazione particolarmente difficile. Alla fine di un pasto, il caffè, eventualmente accompagnato da un cognac fine, un whisky o bourbon, è la scelta migliore.
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I degustatori professionisti di cioccolato credono ciecamente in un bicchiere di acqua fresca, perché non solo disseta ma pulisce anche il palato.
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COME VALUTARE LA QUALITA’ DEL CIOCCOLATO

Tutti i nostri sensi, vista, olfatto, udito, tatto e gusto, entrano in gioco quando bisogna valutare la qualità del cioccolato fondente. Vi sono diversi aspetti da considerare:
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-aspetto: il cioccolato dev’essere liscio, brillantemente lucido e di colore nero-mogano puro
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-olfatto: il cioccolato non deve avere un odore eccessivamente dolce
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-udito: il cioccolato dovrebbe essere croccante e fare un rumore netto quando viene spezzato. Se si formano delle schegge, è troppo secco; se resiste alla rottura, è troppo simile alla cera
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-tatto: il cioccolato con un’alta percentuale di burro di cacao, dovrebbe cominciare subito a sciogliersi se tenuto in mano..questo è un buon segno; in bocca dev’essere extra-levigato senza granuli e dovrebbe sciogliersi subito
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-gusto: il cioccolato contiene un caleidoscopio di sapori e aromi che continuano a svilupparsi in bocca; i sapori di base sono l’amaro con un pizzico di acidità, la dolcezza con una nota di asprezza e un tocco di salinità che aiuta a rilasciare gli aromi di cacao, ananas, banana, vaniglia e cannella.
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venerdì 29 ottobre 2010

IL CIOCCOLATO SFILA IN PASSERELLA A PARIGI, TRA DOLCEZZA, MODELLE E TURISMO

Si può credere o meno al paradiso. Ma se si è amanti del cioccolato, è necessario credere che un paradiso esista, anche se soltanto per pochi giorni all'anno. E non è nemmeno troppo difficile da raggiungere: basta prendere il treno, l'auto o l'aereo e recarsi a Viparis Porte de Versailles (Parigi), dal 28 ottobre al 1° novembre 2010.
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Il paradiso degli amanti del cioccolato, infatti, si chiama "Salon du Chocolat", e si svolge nella Capitale francese per il sedicesimo anno. Ma tradizione in questo caso fa rima con novità: la promessa è quella di trovare un salone completamente "new look". Il che non implica che si smuovano le certezze di sempre: prodotti naturali, cioccolato con etichetta e garanzia di qualità, edizioni limitate, il tutto fatto anche per essere in sintonia con il 2010, l'anno della biodiversità.
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Tra le novità di quest'anno, "Ethic and Choc", un'etichetta che darà la luce verde al cioccolato più delizioso ma anche più genuino ed ecologicamente sostenibile. E poi conferenze, dimostrazioni culinarie di maestri chef, un book-store dedicato al cioccolato, eventi speciali, la possibilità di diventare genitori di un albero di cioccolato in Perù.
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E la classica chocolate fashion parade, una dolcissima sfilata di moda che ha inaugurato l’apertura dell’evento con tante creazioni di vestiti decorati al cioccolato indossati da bellissime modelle. Un piacere oltre che per gli occhi anche per il palato…
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http://www.salon-du-chocolat.com
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IL CIOCCOLATO SCENDE IN PIAZZA AD AOSTA

Da venerdì 31 ottobre a domenica 2 novembre Aosta diventa la capitale del cioccolato. Il variegato e gustoso mondo del cacao si presenta nelle sue molteplici forme: un tuffo nella dolcezza che coinvolgerà tutti i sensi.
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Aosta si lascia tentare dal cibo degli dei ospitando “Art&Ciocc - Il tour dei cioccolatieri”, la manifestazione che sta facendo il giro del nord Italia, promossa dall'omonima associazione e organizzata dalla società Mark Co.&Co. di Padova. Aosta ospita la terza tappa, dopo Sassuolo e Milano.
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La piazza principale del capoluogo regionale diventa così la vetrina dei cioccolato italiano. Circa una ventina di stand ospiteranno, il meglio della produzione italiana. In particolare 13 cioccolatieri si occuperanno di far degustare e spiegare i segreti del loro lavoro oltre che vendere le loro specialità regionali a base di cioccolato, ad un costo agevolato.
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L’iniziativa, che ad Aosta è promossa dall’Assessorato comunale alle Attività produttive, sarà affiancata, domenica 2 novembre, sempre in piazza Chanoux, da una castagnata di beneficenza organizzata dal Comité de Saint-Martin de Corléans. Il ricavato della vendita delle castagne sarà devoluto alla Lega Italiana contro i Tumori.
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“L’evento - ha spiegato l'assessore alle Attività produttive Bruno Giordano – oltre ad abbinare un importante momento di solidarietà, ci permetterà sia di portare turisti ad Aosta, data la grande pubblicità che è stata data alla kermesse, sia di promuovere la città sui media, Un rapporto qualità-prezzo che definisco ottimo”.
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giovedì 28 ottobre 2010

IL CIOCCOLATO CHE SI ACCOMPAGNA CON CAFFE’, GRAPPA E VINO

L’abbinamento del cioccolato con il caffé è una questione particolarmente delicata, perché entrambi hanno caratteristiche che vanno in cumulazione: l’amaro, il tostato e l’astringente. L’amaro e l’astringente, in particolare, sono soggette all’effetto alone: questo significa che un cioccolato molto amaro consumato dopo un caffé molto amaro sembrerà ancora più amaro. Lo stesso dicasi per l’astringente, che oltretutto è tollerato ancora meno. Per massimizzare la piacevolezza di questo abbinamento seguiamo alcuni consigli:
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- Il cioccolato non deve essere eccessivamente dolce, specialmente se è consumato con il caffé non zuccherato e specie se viene consumato insieme e non dopo il caffé (come accade con le barrette). Infatti il dolce del cioccolato rischia di far risaltare troppo l’amaro della bevanda.
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- Il caffé non deve essere troppo tostato: l’amaro e l’aroma dato dalla tostatura rischiano di sopraffare gli aromi del cioccolato, e di distruggere quel meccanismo sinestesico che influenza la percezione di dolcezza dell’insieme – specialmente se si sentono anche sentori di bruciato, tipici di una tostatura troppo spinta o anche di una sovraestrazione, che può dipendere dalla macchina espresso o dal barista.
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- Alla fine non deve rimanere in bocca la terrosità del cioccolato: un caffé astringente invece tende ad accentuare questa sensazione. Per questo l’astringenza può essere tollerata in bassi livelli nel cioccolato, non nel caffé.
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- Di tutti gli aromi che si creano nell’abbinamento, i più graditi sono quelli floreali. Per questo è importante sia la scelta del cioccolato, sia quella della miscela, che deve essere particolarmente equilibrata. Infatti deve apportare quegli aromi di fiori e frutta fresca così graditi e caratteristici dei caffé lavati,ma non l’acidità tipica di questa componente. Questa capacità risiede tutta nell’arte di miscelare dei torrefattori italiani.
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- Tra gli altri aromi, quello di vaniglia è particolarmente ricercato nell’abbinamento, perché per gli italiani è sinonimo di dolcezza, familiarità e rassicurazione. Perciò deve essere ben presente sia nel cioccolato, sia nel caffé.
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A differenza degli altri abbinamenti considerati, qui la pulizia della bocca ha un’importanza preponderante, più ancora del profilo aromatico: l’equilibrio tattile è fondamentale. Come per i biscotti, anche per i cioccolati molto spesso il miglior abbinamento è con grappe invecchiate: in tutti i casi si preferiscono morbide, mai aggressive o pungenti, aromatiche ma non prepotenti.
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- Il cioccolato al latte è sconsigliato per questo abbinamento. Il suo aroma di latte viene percepito, insieme alla grappa, come un qualcosa di caseoso che non dovrebbe esserci: per questo è meglio scegliere un fondente.
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- Tra gli aromi più graditi nell’abbinamento troviamo, a sorpresa, le erbe aromatiche, caratteristiche più della grappa che del cioccolato. La grappa in questo senso deve essere in grado di pulire molti degli aromi lasciati dal cioccolato, come il cacao e le spezie, enfatizzandone altri.
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- Tra gli altri profumi graditi nell’abbinamento troviamo in testa il miele, seguito dalla frutta secca e dagli agrumi: questi sono tutti aromi considerati particolarmente pregiati sia nelle grappe sia nei cioccolati, e questa particolarità è nettamente ricercata nell’assaggio. La ricchezza olfattiva si conferma una tendenza sensoriale pienamente attuale.

L'accostamento del vino al cioccolato non è un'operazione facile soprattutto per la complessità di quest'ultimo alimento, legata sia ai suoi componenti sia alle caratteristiche organolettiche.
Fatta salva la possibilità di dare spazio alla soggettività e al gusto personale, svincolato da principi, regole e modelli, l'abbinamento del vino al cioccolato deve essere effettuato nel rispetto di due principi - concordanza e contrapposizione - che caratterizzano i fondamenti della proposta dell'Associazione Italiana Sommeliers in tal senso. Il vino in abbinamento deve essere, per struttura, titolo alcolometrico, intensità, complessità, persistenza gusto-olfattiva tale da tenere testa alla complessità aromatica e gustativa del cioccolato, pena la valorizzazione e l'esaltazione di quest'ultimo a danno del vino che risulterebbe debole e si lascerebbe sovrastare. La tabella riportata qui sotto sintetizza le sensazioni emergenti suggerite dal cioccolato, le caratteristiche che dovrebbe avere il vino in abbinamento, il principio in base al quale può essere realizzato l'abbinamento. Più specificamente, proprio in considerazione della complessità del cioccolato, il vino da proporre in abbinamento deve possedere:

- elevato titolo alcolometico volumico globale;
- struttura e complessità elevate;
- tannino elegante, morbido;
- residuo zuccherino più o meno elevato;
- morbidezza avvolgente;
- intensità gusto-olfattiva;
- persistenza aromatica intensa (finale lungo).
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Ne deriva che si può spaziare dai vini dolci, passiti, aromatizzati, liquorosi ai distillati; è proponibile anche l'abbinamento con vini rossi di un certo calibro. Tra i vini italiani, sono idicati alcuni in grado di reggere la sfida:
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- Marsala superiore;
- Recioto della Valpolicella;
- Ala (Antico liquorvino amarascato);
- Barolo chinato;
- Montefalco Sagrantino passito;
- Vin Santo del Chianti classico;
- Aleatico di Puglia.
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Tra i vini europei, possono essere abbinati con successo alcuni vini come questi:
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- Jerez Pedro Ximenez (Spagna);
- Porto vintage (Portogallo);
- Banyuls (Francia);
- Tokaji aszù (Ungheria).
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Il profilo gusto-olfattivo di questi vini, in particolare la complessità, l'intensità, la persistenza, li rende adatti per "dialogare" con il cioccolato su un piano di parità organolettica. Diverse sono, quindi, le soluzioni di accostamento: le migliori sono quelle che riescono a realizzare un equilibrio tra le sensazioni del cioccolato e quelle del vino: dopo la fusione e la deglutizione del cioccolato, il vino deve poter "liberare" il cavo orale da ogni patina residua, preparando il soggetto all'assaggio successivo. Diverse sono le soluzioni ma tutte rispondenti al principio secondo cioccolato e vino convivono ricercando un equilibrio senza prevaricazioni o sbilanciamenti sull'uno o sull'altro.
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IL CIOCCOLATO NON E’ SOLO BUONO…E’ ANCHE CURIOSO

E’ vero che….
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E’ vero che è presente nelle sigarette?
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Non proprio il cioccolato,bensì il cacao. E' noto a pochi, infatti, che il cacao figura tra gli additivi usati nella preparazione di alcune sigarette. Lo scopo è quello di arricchire e rendere più gradevole il loro bouquet aromatico, e viene usato soprattutto per le sigarette indirizzate al mercato dei giovani.
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E’ vero che può fungere da fonte di energia?
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L’idea di sperimentare l’utilità del cioccolato come fonte rinnovabile è partita da due giovani ambientalisti inglesi che hanno accettato di partire nel mese di novembre 2007 per Timbuktu, in Africa a bordo di un fuoristrada alimentato con biodiesel al cacao, frutto di un’accordo tra un’azienda britannica che si occupa di carburanti e una fabbrica di cioccolato che ha messo a disposizione 4 tonnellate di barrette scartate per difetto di produzione, dalle quali sono stati ricavati 2000 litri di carburante.
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E’ vero che fa venire i brufoli?
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No, non è provato, nonostante si siano condotti molti studi, non si sono mai trovati legami fra i brufoli ed un qualsiasi alimento. E’ vero che i grassi e gli zuccheri sono nemici della pelle, ma gli studi effettuati da parte di dermatologi e dietologi su campioni di “volontari” costretti a mangiare cioccolato, non hanno dimostrato l’insorgere di questi spiacevoli inestetismi cutanei.
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E’ vero che è un aiuto per l’amore?
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Si, secondo alcuni studi, ma non è appurato scientificamente. Vi sono sostanze di tipo afrodisiaco contenute in particolari molecole, precursori chimici dell’innamoramento, presenti anche nel cioccolato. In verità per ottenere l’effetto sperato, bisognerebbe ingurgitarne in gran quantità: soltanto così, infatti, può alzarsi il livello della dopamina nel nostro cervello.
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E’ vero che fa bene all’umore?
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Si,le sostanze che contiene possono indurre un miglioramento dell’umore;infatti, la presenza di serotonina, sebbene in concentrazioni modeste, è interessante perché può fornire la spiegazione del frequente ricorso al consumo di prodotti dolciari a base di cacao, specie in quei soggetti che tendono a frequenti alterazioni dell’umore.
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E’ vero che male a cani e gatti?
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Si, per loro è tossico. La teobromina è un alcaloide che è contenuto in alte percentuali nel cioccolato: questa agisce sul cuore degli animali provocando aritmia e tachicardia, oltre a nervosismo ed irritabilità. Nel cane, in particolare, tale molecola viene eliminata molto più lentamente rispetto all’uomo ed a altri mammiferi, arrecando gravi disturbi per il cuore.
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E’ vero che combatte i problemi cardiaci?
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Si, grazie all’epicatechina, un flavonoide del cacao contenuto anche nel tè, con un’efficace azione anti-alterosclerotica e rilassante delle pareti dei vasi sanguigni. La sostanza è stata individuata grazie ad una ricerca effettuata su un gruppo di volontari a cui sono state somministrate bevande speciali, dove in alcune vi era il cioccolato con l’epicatechina, mentre in altre era assente: chi ha potuto gustare il vero cacao ha avuto positivi effetti sul cuore, quali una diminuzione della pressione sistolica troppo alta.
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E’ vero che provoca assuefazione come una droga?
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No, nonostante si senta dire che la cioccolata è una droga, le sostanze contenute nel cacao non provocano dipendenza. E’ vero che nel cioccolato è presente l’anandamide, sostanza che provoca dipendenza, ma per ottenere un effetto droga, la sua concentrazione dovrebbe essere centomila volta superiore alla quantità presente.
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E’ vero che può aiutare a ridurre il colesterolo?
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Si, sia la polvere di cacao sia il cioccolato fondente possono aiutare a ridurre il tasso di colesterolo nel sangue fino al 10%. Questo è possibile perché il cioccolato è ricco di polifenoli, che hanno una buona azione antiossidante. Cento grammi di cioccolato fondente al giorno abbassano la pressione sanguigna e diminuiscono di un quinto il pericolo di essere colpiti da infarto.
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STRACCETTI DI FEGATO DI VITELLO CON CACAO E BANANA

Qui invece accostiamo il cacao ad un secondo piatto di carne…ricetta bizzarra, vero! Ma vi consigliamo di assaggiare questa prelibatezza (a meno che non vi piaccia il fegato). L’esecuzione è di media difficoltà e richiede 1.30 di preparazione (a cui dobbiamo aggiungere 3 ore di marinatura).
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Ingredienti:
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400 gr fegato di vitello
1 dl vino secco bianco
1 cipolla
1 carota
1 gambo di sedano
3 cucchiai cacao amaro
2 banane
1 limone
1 bicchiere di rum scuro
2 foglie d'alloro
2 chiodi di garofano
olio di oliva
sale e pepe
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Procedimento:
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1_Tagliate il fegato prima a fette e poi a listarelle strette e lunghe. Tritate sedano, cipolla e carota molto finemente. Mettete il fegato e le verdure in una ciotola, aggiungete il vino, l'alloro spezzato, i chiodi di garofano spezzati, il cacao, sale e pepe e lasciate marinare per 3 ore.
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2_Passato questo tempo cuocete il fegato con la marinata in una padella a fiamma vivace per 5 minuti. Togliete il fegato dalla padella e fatelo cuocere in un'altra padella con poco olio. Sbucciate e tagliate a fettine le banane bagnandole con il succo del limone.
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3_Filtrate la marinata e cuocete il fegato a fiamma dolce. Unite le banane sgocciolate dal limone, aggiungete il rum, alzate la fiamma e terminate la cottura (altri 5 minuti). Servite con delle fette di pane tostato.
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ZUPPA DEL GUATEMALA CON CIOCCOLATO

Altra particolarità che vi presentiamo: una zuppa servita come primo piatto a base di cioccolato. Leggerete quanti sono qui gli ingredienti che si possono accostare al cacao, tra i quali la carne. L’esecuzione è di media difficoltà e richiede circa 1 ora di tempo.
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Ingredienti:
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40 gr cacao amaro in polvere
mezzo pollo
1,5 l brodo
200 gr patate dolci
1 cipolla
30 gr mandorle in polvere
2 cucchiai di coriandolo tritato
un pizzico di peperoncino
30 gr burro ammorbidito
2 cucchiai d'olio extravergine di oliva
sale
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Preparazione:
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1_Mettete sul fuoco una pentola con il brodo e quando inizia l'ebollizione buttateci dentro le patate tagliate a cubetti. Lasciate sobbollire per 15 minuti. Fate intanto un soffritto leggero con il burro, l'olio e la cipolla tritata. Lessate il pollo e quando è cotto togliete pelle e ossa.

2_Passatelo al tritacarne aggiungendolo poi al soffritto insieme alla polvere di mandorle. Aggiungete un pò di sale. Rigirate bene con un cucchiaio di legno, lasciate cuocere per qualche minuto poi mettete tutto nel brodo.

3_In un recipiente sciogliete il cacao e il peperoncino con un poco di brodo caldo, quando sono ben disciolti aggiungeteli nel brodo. Fate cuocere ancora per 4 o 5 minuti. A cottura ultimata cospargete di coriandolo e servite caldo.
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MILLEFOGLIE DI PERE, GORGONZOLA E CIOCCOLATO

Questa ricetta vi propone come ingrediente base il cioccolato, ma non nel solito dolce che tutti penseremmo… Vi presentiamo un antipasto, con il cioccolato appunto, che si sposa bene con un formaggio salato come il gorgonzola e le pere che danno invece un sapore dolciastro. L’esecuzione è di media difficoltà e occorrono poco più di 45 minuti di lavorazione.
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Ingredienti:
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6 grosse pere mature,
300 gr gorgonzola
50 gr gherigli di noce tritati
100 gr cioccolato fondente
panna q.b
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Procedimento:
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1_Rivestite uno stampo da plumcake con della pellicola trasparente facendola trasbordare da tutti i lati. Lavate le pere, ricavate 4 grandi spicchi, privateli del torsolo e tagliateli in fette regolari. Lavorate il gorgonzola con una forchetta aggiungendo, poco alla volta, la panna fino ad ottenere una crema omogenea.
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2_Grattugiate finemente il cioccolato. Iniziate a formare la millefoglie adagiando nel fondo dello stampo uno strato di pere (tenendo la parte della buccia all'esterno), una parte di crema al gorgonzola ed una spolverata di cioccolato e di noci tritate. Procedete fino al completamento degli ingredienti.
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3_Coprite il composto con la pellicola eccedente chiudendo bene. Fate raffreddare lo stampo in frigorifero per 30 minuti. Trascorso questo tempo, rovesciate la millefoglie sopra un piatto da portata e accompagnate con pane tostato.
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mercoledì 27 ottobre 2010

MARMELLATA DI CIOCCOLATO

Che bontà la cioccolata!! Lo sapevate tutti che è possibile gustarsi non solo la crema al cioccolato spalmabile (la Nutella per intenderci…), ma si può cucinare una vera e proprio marmellata di cioccolato. L’esecuzione è facile e il tempo di preparazione è di circa 1 ora.
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Ingredienti:
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270 gr cacao amaro
1,5 kg zucchero
500 gr latte
500 gr panna liquida dolce
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Procedimento:
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1_In una ciotola unire il cacao, 800 g di zucchero, e mescolare. Aggiungere molto lentamente il latte e la panna, mescolare con un frustino in modo da sciogliere gli eventuali grumi. Unire ora gli altri 700 g di zucchero e versare il composto in una pentola di rame o di acciaio.
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2_Mettere sul fuoco e fare sciogliere lo zucchero e il cacao mescolando di continuo. Prima dell’ebollizione togliere dal fuoco e lasciare riposare per 5 minuti. Ripetere la stessa operazione per altre 3 volte lasciando bollire il composto per 2-3 minuti a volta.
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3_Travasare le marmellata nei vasetti quando ancora è calda, chiudere e riporre in una dispensa fresca. Si conserva anche per 6 mesi. Ricordarsi di consumare in fretta il vasetto quando è aperto.
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